Altre di B: l’intervista che i bookmakers davano…

agosto 06, 2013 / by / 0 Comment

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Un gruppo nato all’ombra delle due Torri, durante una torrida estate, calda quasi quanto questa. Un gruppo che non voleva prendersi troppo sul serio, ma che ora si ritrova a suonare come rappresentanza italiana ad un evento internazionale come il Sziget Festival. Un gruppo che, con una discreta autoironia e sana passione si sta costruendo un percorso di crescita, di tutto rispetto.

Prima di partire per Budapest, salutare amici e parenti, tra una valigia e uno sguardo al cielo sempre più blu, ecco la nostra intervista agli ALTRE DI B:

Per cominciare una domandina classica: come sono nati gli Altre di B? e perchè questo nome?

ALTRE DI B: Siamo nati il 19 giugno 2005 in una piccola sala prove di Bologna. Faceva un gran caldo. Abbiamo scelto di chiamarci così perché ci sembrava quantomeno giusto e dignitoso relegarci in serie B: la serie A comporta troppe responsabilità, la B non se la caga nessuno. E ci sguazziamo felici. Il nome deriva dalla schedina del Totocalcio e dai risultati di Novantesimo Minuto.

Il fattore “autoironia” gioca una parta importante per voi, parlateci del vostro fantomatico rapporto con i bookmakers. E’ una tortura…

ALTRE DI B: La gag dei bookmakers è nata due anni fa in occasione di un concerto in strada: la serata è stata fallimentare e, per non buttarci giù del tutto, ci siamo immaginati un bookmaker sportivo che invitava gli scommettitori a investire dei soldi sul’esito negativo di tutti i nostri concerti. Guadagno assicurato.

 In molti vi associano, per assonanza sonora, agli Arctic Monkeys: voi a livello artistico a quali band vi sentite più affini?

ALTRE DI B: Ormai la faccenda degli Arctic Monkeys credo sia ampiamente superata, almeno per noi. Abbiamo spostato gli ascolti altrove, abbiamo allargato gli orizzonti musicali e così facendo abbiamo trasformato il nostro sound come diretta conseguenza. C’è più elettronica, c’è più melodia, c’è una base ritmica differente. Per come vanno le cose ultimamente ci sentiamo più affini a Tv On The Radio e I’m From Barcelona. Però anche il mood rock’n’roll dei Presidents of the USA continua a entusiasmarci.

Dal vostro primo album / ep è passato qualche tempo… cosa si prospetta nel futuro prossimo degli Altri di B?

ALTRE DI B: Stiamo completando in questi giorni il nostro secondo dischetto che si chiamerà “Sport”, un omaggio agli sport e agli sportivi minori: tennis, scacchi, ciclismo e quant’altro. Uscirà dopo l’estate e sarà una sorta di giorno della liberazione per noi: preferiamo il live allo studio. Decisamente.

Domandona scottante: siete in partenza per il Sziget Festival, grandissimo evento internazionale, cosa vi aspettate? Avete in mente qualcosa di speciale per quel concerto?

ALTRE DI B: Ci immaginiamo un palco assolato davanti ad un giardino assolato.
Gulasch e birra alla spina: non abbiamo idea di come possa essere. Ci dicono che è la cosa più figa del mondo, ma lo sapremo solo tra qualche giorno. E poi, no. Non programmiamo mai nulla di speciale per le occasioni speciali, risulteremmo imbarazzanti.

Il disco che non riuscite a smettere di ascoltare ultimamente…???

ALTRE DI B: Andrea non fa che ascoltare “Wild Smile” dei Suckers e la discografia di Gino Paoli, Vittorio si spara in loop “Settle” dei Disclosure, Giacomo si droga con l’ultimo dei Vampire Weekend. Gli altri due non ascoltano musica perché preferiscono stare in biblioteca a studiare i testi universitari.

Cosa fischiettate alla mattina?

ALTRE DI B: Andrea fischietta la sigla di “Ok, il prezzo è giusto”. Gli altri “Bugiardo” dei Tre Allegri Ragazzi Morti, spesso in gara con “Tapis roulant” delle Altre di B.

Con cosa si ubriaca l’artista vero?

ALTRE DI B: Con un concerto.

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