Anime Nere

ottobre 03, 2014 / by / 0 Comment
REVIEW OVERVIEW
7

Good

Un buon film sulla vita mafiosa, ma che pecca di originalità e troppi momenti morti

Recentemente presentato al 71esimo Festival del Cinema di Venezia, “Anime Nere” è il terzo lungometraggio del regista Francesco Munzi. Tra i favoriti per la vittoria finale della rassegna lagunare, questo film ci racconta le vicende di tre fratelli collegati all’ambiente mafioso, precisamente della ‘Ndrangheta, mostrando sullo schermo l’assurdità, la spregevolezza e i paradossi che sono propri di questo mondo.

I tre fratelli protagonisti della storia sono figli di un pastore (ucciso per motivi di mafia), implicati in maniera diversa nel contesto malavitoso. Luigi (Marco Leonardi) è un trafficante di droga, emblema della mafia vecchio stile, spaccone, violento e sicuro di sè; Rocco (Peppino Mazzotta) vive a Milano, è il malavitoso dei giorni nostri: preciso, calcolatore, imprenditore che non vuole sporcarsi le mani. Infine, c’è Luciano (Fabrizio Ferracane), un allevatore di capre, che sembra rifiutare quel mondo oscuro e marcio in cui vivono i fratelli e che è di grande attrazione per il figlio ribelle, la cui “bravata” di sparare a una vetrina di un bar di un clan rivale si rivelerà devastante per tutta la sua famiglia.

Immediatamente viene in mente il paragone con il miglior film di mafia girato negli ultimi anni, “Gomorra“, che è stato un vero e proprio apri pista per questo genere. Senza avere la caratura visiva, tecnica, di scrittura e di potenza narrativa del film di Garrone, anche il film di Munzi riesce a dire la sua, concentrandosi forse più sugli aspetti intimi e quotidiani del mondo mafioso, trattando poco le sue sovrastrutture (se si eccettuano le primissime scene della pellicola)

L’impianto del film è abbastanza classico e il suo tono si adatta perfettamente alla tematica trattata, anche se va subito precisato che nel suo incidere si alternano sequenze dal grande impatto scenico ed emotivo e momenti molto più pacati (in certi casi decisamente troppo), legati principalmente alla già citata quotidianità vissuta nel mondo mafioso. Se da un lato questo alternarsi dà una maggiore visione di insieme della vita di questa famiglia, dall’altro spezza troppo il ritmo, a discapito delle scene più noir e di tensione che sono realizzate in maniera impeccabile dal regista.

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Intense e sempre puntuali sono invece le interpretazioni di tutti i protagonisti. Drammatici e cinici, i loro volti appartengono a un mondo con le sue regole, che nulla ha a che vedere con il nostro: una realtà che sputa in faccia alla polizia, devota a una religione che troppe volte ha chinato la testa (tema accennato che meriterebbe un maggiore spazio nella narrazione) e che fa della crudeltà e dell’omertà la sua normalità.

Anime Nere” è quindi un buon film, che forse non aggiungerà nulla di nuovo al panorama del film di denuncia mafioso, ma che mette in scena con buona efficacia un problema di cui bisogna parlare sempre di più. Anche perchè questo è un film, e la realtà dei nostri giorni è ben peggiore e, forse, ancora oggi troppo taciuta.

A cura di Matteo Palmieri

 

 

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