Avengers: Age of Ultron meglio di Birdman? Forse…

maggio 01, 2015 / by / 0 Comment

E’ ovviamente una provocazione, perchè confrontare film come Age of Ultron e “Birdman” è al limite della follia, ma credo che il miglior modo per parlare dell’ultima fatica di Joss Whedon (invece di una recensione) sia partire da ciò che il regista premio Oscar Inarritu ha detto attraverso il suo film.

Vorrei cominciare innanzitutto con una precisazione: il mio giudizio su Birdman è stato uno dei più affrettati e forse imprecisi che mi sia mai capitato di fare. Avevo interpretato la pellicola con Michael Keaton come un arguto e non polemico “intervento” nel mondo dei cinecomics, ma dalle sue interviste post Oscar ho dovuto ricredermi. Nessuna critica velata o di classe: la sfrenata tecnica ed intellettualismo di “Birdman” veicolano il messaggio molto chiaro che i cinecomics sono un genocidio culturale (come detto dallo stesso Inarritu).

Ecco per me “Avengers: Age of Ultron” è la migliore risposta a questa assurda affermazione. Non sarà il film di supereroi perfetto, ma dentro di sè racchiude tutte quelle caratteristiche che entusiasmano il grande pubblico (e non solo) e che ci consentono di recuperare quella dimensione un po’ infantile e un po’ leggera di cui spesso ci dimentichiamo.

Ho sempre trovato un po’ snob e superficiale il ragionamento per cui questo genere sia solo una macchina da soldi, privo di interesse cinematografico. Spesso a dire questo sono coloro che non hanno mai visto un singolo film del genere o che non si sono sforzati di capire cosa ha da dire. Come per tutti gli altri generi, esistono pellicole realizzate meglio e altre decisamente meno, che rispondono all’unica logica del denaro (vedi “Iron Man 3” per esempio).

Sarebbe facile citare “The Dark Knight” di Christopher Nolan come salvatore della patria, ma credo che, nonostante i suoi difetti, “Age of Ultron” sia il manifesto del grande cinema di intrattenimento. Partire dal confronto con il primo capitolo è d’obbligo, e preferirei non parlare di migliore o peggiore, ma di film diversi. “Avengers” ha avuto il merito di introdurre una novità, “Age of Ultron” è decisamente più ambizioso e difficile da realizzare (più personaggi, dinamiche più complesse e personaggi in evoluzione).

Non c’è più Loki (il nemico più entusiasmante dell’universo Marvel), ma c’è Ultron, un robot sadico che (come ogni buon film di fantascienza vuole) si rivolta contro il suo stesso creatore. In molti hanno storto il naso di fronte a questo villian, ma personalmente l’ho trovato per certe cose geniali, forse la sua gestione non è stata delle migliori (in particolare il finale). Ultron, per mano di Scarlet Witch (Elisabeth Olsen), vive delle paure degli Avengers, ma più di ogni altra cosa inizia a infondere in loro un dubbio, che credo si tramuterà in scontro in “Captain America: Civil War“: e se fossero loro i veri mostri? La vera minaccia incontrollabile per il pianeta?

 

Questo tema è il cuore del film e pulsa fortemente nei vecchi e nei nuovi eroi. Non c’è dubbio che ci siano difficoltà nel montaggio (troppe storie secondarie solo accennate), ma l’esaltazione raggiunge vette inimmaginabili in certe scene, una su tutte: Hulk contro Hulkbuster è entrato ufficialmente nella storia dei film d’azione. Per non parlare poi di Visione, la cui comparsa lascia letteralmente senza parole.

E’ proprio dalle emozioni e dal tema di questo film che mi è sorta la domanda provocatoria su Birdman.”Age of Ultron” ha quel cuore che manca completamente nella freddezza calcolatoria e stilisticamente perfetta di “Birdman”. Joss Whedon consegna il suo testamento ai cinecomics facendo scelte coraggiose, forse troppo in certi casi, ma soprattutto cercando di dare un’anima a un film che per la sua natura forse non lo richiederebbe. Osa dove “Birdman” calcola, esagera ma emoziona e infonde il desiderio di volerne sempre di più di questi Avengers: le battute di Tony Stark e Thor, il patriottismo di Captain America, l’eccezionale umanità di Hawkeye e Black Widow e i tormenti di Hulk.

Non c’è che dire, Joss mancherà tantissimo a questo mondo e i Russo avranno un’eredità non indifferente da portare avanti. Whedon ha dato dignità, entusiasmo ed un’anima a un genere troppo poco considerato ai livelli alti del pensiero cinematografico. Alla fine di “Age of Ultron” ci sono pochi dubbi: non solo il mondo ha bisogno dei suoi supereroi, ma anche il cinema.

A cura di Matteo Palmieri

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