Bologna Violenta: Utopie e Piccole Soddisfazioni, la recensione

febbraio 06, 2012 / by / 0 Comment

Bologna Violenta, all’anagrafe Nicola Manzan, è un artista polistrumentista e di ampio respiro, come questo nuovo album.
Utopie e Piccole Soddisfazioni è un disco brutale, intenso, breve ma rumoroso, capace di esprimere senza troppe parole un disagio concreto e pesante.
Si potrebbe sintetizzare l’intera opera con l’espressione violenza sonora e nichilismo musicale: una sorta di cyber-grind dove la melodia è quasi assente, mentre sono le ritmiche serrate, i riff punk-hardcore ed i sintetizzatori a farla da padrone.
Il terzo disco di Bologna Violenta si distingue rispetto ai lavori precedenti di Manzan proprio per il cambio di atmosfera e argomenti: non più riferimenti al mondo cinematografico, ma espressioni limpide quanto grottesche.
Sapiente e coraggiosa la fusione tra orchestre d’archi e i ritmi grind-hardcore.
Bologna Violenta si innalza a maestro di fusione, di reazioni chimiche e di impetuosi mutamenti atmosferici: si spazia dalla violenza incontenibile, sparata con la potenza di un mitragliatore, alla libidine sobria degli archi e dei violini.
Dopo un incipit martellante e malinconico a commentare il discorso di fine anno di un vecchio Presidente della Repubblica, l’ascoltatore si ritroverà immerso in un ambiente sonoro dove canti tradizionali polacchi si fondono con l’elettronica più spinta, dove l’hardcore-punk degli anni ottanta concerta con le orchestre dell’est europeo, dove i cori dei monaci benedettini fanno da contraltare alle urla angosciate di persone torturate.
Sono poche le parole presenti nel disco: le grandi utopie che muovono il mondo e l’animo umano sono ridicolizzate dalla sensazione che tutto sommato sono le piccole soddisfazioni di ogni giorno a rendere la nostra vita migliore.
Utopie e piccole soddisfazioni, nel suo rappresentare una svolta nel percorso artistico del progetto, al tempo stesso ne conferma le intenzioni: fare musica seria che colpisca in maniera forte l’animo di chi la ascolta.
Utopie e Piccole Soddisfazioni non è un disco per tutti: sebbene le tracce non raggiungano i 2 minuti, l’intensità dei brani ha la capacità di trasportare la mente istantaneamente verso visioni crudeli alle quali si alternano brevi attimi di pace dei sensi.
I ventuno pezzi che compongono il lavoro sono l’ennesima dimostrazione della grande capacità compositiva e l’espressione più eclatante del background musicale di Nicola, che va dalla musica classica al rumore puro.

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