Gone Girl

dicembre 23, 2014 / by / 0 Comment
REVIEW OVERVIEW
9

Great

Fincher ci regala un altro thriller di grandissima classe e dai risvolti veramente imprevedibili

E’ il quinto anniversario di matrimonio, anche se sembra una mattina come le altre. Nick (Ben Affleck) va al bar a sfogare la sua frustrazione per un amore ormai logoro con la sorella e di ritorno a casa non riesce più a trovare sua moglie Amy (Rosamund Pike). Un rapimento? Un omicidio? Qualcosa non torna per gli investigatori, per la cittadinanza e per i media: che Nick nasconda qualcosa?

Gone Girl” è un ritratto complesso, cinico e spesso inquietante della relazione tra Amy e Nick , ispirato dall’ominimo libro di Gillian Flynn, che è anche lo sceneggiatore della pellicola. Fincher torna di nuovo al thriller-drama (dopo i capolavori “Zodiac” e “Seven“) in un modo nuovo, continuando un percorso straordinario che con “Gone Girl” non fa altro che impreziosirsi, attraverso una struttura originale e una serie di colpi di scena di grande effetto.

Il film non si presenta come un thriller semplice il cui unico scopo è capire chi è il colpevole, ma è ben di più. Fincher utilizza il genere per presentarci personaggi fortemente caratterizzati e dalla complessità psicologica unica. Nulla è come sembra, tutto è messo in dubbio, l’incertezza è il filo conduttore di tutti i 149 minuti (che scorrono velocemente, con un uso del ritmo esemplare): nella vita come nell’amore e nel dramma di Amy.

Il linguaggio visivo e narrativo di Fincher è sempre riconoscibile e la sua regia raggiunge vette straordinarie, per un prodotto che dal punto di vista prettamente tecnico è al limite della perfezione, anche grazie al sensazionale lavoro al suono di Trent Reznor e Atticus Ross. Sotto questi aspetti ci troviamo, francamente, di fronte al film meglio riuscito di quest’anno solare.

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La vera impresa di Fincher è un’altra però: aver trovato la parte perfetta per Ben Affleck. Regista indiscutibile ma attore quantomeno rivedibile, il nativo di Berkeley nel ruolo di marito imbarazzato, senza parole e spesso fuori luogo è semplicemente perfetto, con buona pace di tutti i detrattori di questa scelta. Soprattutto è la spalla ideale per la vera protagonista: Rosamund Pike. La sua Amy è un personaggio estremamente efficace, che lascia davvero sempre più attoniti più il film si sviluppa.

Dilungarsi troppo su certe tematiche rischia di rovinare la visione del film allo spettatore, per questo preferisco che ciascuno si goda il film e le sue sorprese senza avere alcuna influenza o spoilerche potrebbero danneggiarlo. In conclusione, quindi, “Gone Girl” è un ottimo film immersivo, intrigante e di gran classe, che merita di essere visto e rivisto, soprattutto in questo 2014 che è stato povero di buoni film.

A cura di Matteo Palmieri

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