Intervista a M+A: eclettici e perfezionisti.

luglio 10, 2012 / by / 1 Comment

Gli M+A sono una piacevole sorpresa italiana, un giovane duo proveniente da Forlì, dal piglio dream pop e con un’attitudine spiccata alla sperimentazione di sonorità ed echi che, miscelati insieme, formano un cailedoscopio di sensazioni.

Immergendosi nel mondo sonoro degli M+A si annega in un vortice di strumenti, campionature ed effetti che compongono melodie elettroniche rarefatte.
Abbiamo assistito ad un loro set live al Mattatoio di Carpi, locale perfetto per questo genere di ascolti: atmosfera chic, ricercata e ovattata.

Nel pomeriggio, prima del concerto al Mattatoio, abbiamo raggiunto gli M+A ovvero Michele e Alessandro per una chiaccherata. I due, sorridenti e ben concentrati sul loro progetto ci hanno raccontato chi si nasconde dietro questo ventaglio di synth e tastiere:

Iniziamo da una domanda che può sembrare banale, ma necessaria: come sono nate le vostre canzoni? Da cosa avete tratto ispirazione?

MICHELE: Io e Alessandro suoniamo insieme da due anni, ma all’inizio ci sembrava una cosa senza futuro. Il nostro primo lavoro in realtà è una compilation di brani che avevamo già in tasca: canzoni che sia io che Alessandro avevamo composto da soli. Noi lavoriamo soprattutto da soli, ci diamo poi delle scadenze nell’arco del mese e stabilita una data ci troviamo per confrontare il materiale.
Ad esempio, ora che Alessandro vive a Londra ci inviamo tutto via mail e poi quando ci troviamo in studio sistemiamo e affiniamo i brani.

Due musicisti italiani e un’etichetta inglese: cervelli in fuga o un incontro fortuito?

MICHELE: Non siamo dei veri e propri cervelli in fuga perchè in realtà il nostro tour si sviluppa quasi completamente in Italia, anche se abbiamo in previsione due concerti a Londra in aprile. In realtà, per quanto riguarda l’etichetta siamo riusciti ad avere un contratto con Monotreme Records ancora prima di sfornare “Things.Yes”.
Siamo comunque contenti di essere usciti con un’etichetta inglese perchè la promozione del disco è stata notevole: tutto un altro approccio rispetto alle etichette italiane.

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Il vostro tour italiano è appena cominciato: come vi sentite?

MICHELE: Per il nostro genere musicale è difficile la dimensione live: in studio siamo molto più liberi di sperimentare e provare nuovi suoni. Il live ci piace, perchè è molto bello stare a contatto con le reazioni della gente, ma non abbiamo spazio per sperimentare live.

Domanda clichè: il primo disco acquistato?

MICHELE: Ne stavamo parlando giusto prima in macchina.. in realtà io non mi ricordo il primo CD che ho comprato, ma sono molto affezionato ai Pink Floid: sono stati tra i miei primi ascolti.

ALESSANDRO: Il mio primo disco sono stati i Gorillaz.

Ho letto in qualche recensione che vi definiscono come i The Postal Service italiani: cosa ne pensate di questo paragone?

MICHELE: Mi fa un pò sorridere, per quanto ci possa onorare non crediamo molto nei paragoni.
Le etichette non ci piacciono, anche perchè se ci pensi bene sono cose vuote. Si, può essere utile a chi legge una recensione avere un nome di riferimento, giusto per farsi un’idea, ma al contempo i recensori che cercando a tutti i costi di fare paragoni non hanno molto da dire.
Gli ascolti consigliati, i confronti e i paragoni sono un pò vuoti secondo il nostro punto di vista.
Non viene rappresentata l’essenza di un gruppo, viene solo data un’idea approssimativa e riduttiva.

Un concerto nel 2012 che non vi potete perdere?

MICHELE: So che ti sembrerà strano ma noi non andiamo quasi mai ai concerti. Come dicevo, noi siamo sperimentatori e certosini al contempo, amiamo la dimensione dello studio proprio per poter produrre sempre cose nuove: il live set è invece qualcosa che non ti permette più di tanto di sperimentare.
So che ci sono i Radiohead a Bologna quest’estate, suoneranno anche vicino a casa mia, sarà un bel concerto ma non credo che ci andrò.
Non è per fare i sofisticati, anzi, spesso i concerti non sono neppure molto economici ed abbordabili per i giovani, ma non siamo tipi da concerto.

Voi siete molto giovani: ascoltate o non ascoltate musica italiana? Qualche realtà emergente da menzionare?

MICHELE: Non ascoltiamo molta musica italiana in questo momento, anche perchè siamo molto concentrati su di noi. Un gruppo italiano che ci piace sono i LIES: sfornano belle canzoni.

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