INTERVISTA: Le Case Del Futuro

aprile 12, 2013 / by / 0 Comment

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Il trio bresciano, torna ad un anno spaccato dal disco di esordio, Lucertole, con un EP fresco fresco, intitolato appunto, NEVE. Le Case Del Futuro giocano oggi su testi diretti, sfrontati, ma sicuramente molto realistici. L’EP ci giunge come un primo assaggio di un disco prossimo, che a loro detta, sarà una bella botta.

I tre sono pronti a giocarsi questioni di stile, manierismo e suono in chiave noise pop, per un disco che rappresenterà il loro ideale di crescita, ma intanto godiamoci una chiacchierata nell’attesa di inforcare chitarre e bacchette in vista dei live sparsi per la penisola:

Neve Ep sta ricevendo critiche positive: ciò vi sta indirizzando in una particolare direzione nella produzione del prossimo disco?
CDF: La produzione dell’ep ci è servita a capire quale direzione prendere dopo il primo album, sfruttandone tutti i pregi e i difetti.
Quando siamo entrati in studio avevamo già le idee chiare in testa e credo saranno le stesse per il futuro album. L’ep è solo un assaggio, con il prossimo disco vogliamo far capire alla perfezione il suono al quale stiamo lavorando e fare in modo di renderlo subito riconoscibile.
Come è nato il progetto “Le Case Del Futuro”? e cosa ci sarà di speciale in queste case, ci avete mai pensato?
CDF: Il progetto nasce da testi scritti in italiano perchè, oltre al nostro divertimento, l’obiettivo è sempre stato dare al suono una componente di comunicatività importante anche sul versante testo. Il nome Le Case del Futuro in realtà è legato al quartiere dove abbiamo sempre fatto le prove, nonostante ciò non abbiamo mai pensato a come saranno e cosa conterranno le case del futuro fisicamente però speriamo di trovarci un nostro disco, o quel che ci sarà al posto dei dischi.
Come vi sentite rispetto al panorama musicale italiano contemporaneo?

CDF: Ci sentiamo vicini ad alcune band italiane come Verdena, Baustelle, Ministri, che portano avanti un suono non nella tradizione italiana unito a testi nella nostra lingua. Una speranza c’è di seguire un percorso come il loro, suonare ciò che ti piace veramente ma riuscire a dire anche con il testo qualcosa di comprensibile subito da qualsiasi italiano, creando così qualcosa di particolare. Purtroppo penso che in Italia non sia ancora possibile scrivere rock in inglese ed essere compresi come succede in altre parti d’Europa.

 

Quali canzoni vi trovate a fischiettare quando siete sovrappensiero?

CDF: Ultimamente c’è chi fischietta Summer On A Solitary Beach, chi Regular John, chi Melody’s Echo Chamber. Cose molto simili insomma.
Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo album?
CDF: I pezzi del prossimo album sono ancora quasi tutti da scrivere, l’idea però penso sarà la stessa che è stata anticipata dall’ep, forse ancora più esplicita. Testi sempre più chiari e diretti, una base rock di chitarra, basso e batteria, live e più spinta possibile e un orchestra di synth e chitarre effettate ad avvolgere il tutto. Ho il presentimento che il prossimo disco de Le Case avrà una bella botta.

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