Inude ci raccontano il loro nuovo disco e la loro estate.

maggio 24, 2016 / by / 0 Comment

Abbiamo conosciuto gli Inude, Giacomo e Flavio, durante la scorsa torrida estate in occasione del Moninga Open Air. All’epoca non conoscevamo questo duo proveniente dal tacco della nostra penisola, che bagna le proprie sonorità elettroniche in un tappeto di reverberi e percussioni. Suoni caldi spumeggianti, esplosivi che ci hanno conquistato con un live diretto, pulito e sostanzioso. Così, soprattutto dopo i riconoscimenti ottenuti negli ultimi mesi, non ci stupisce che anche quest’anno ricalchino il palco del festival di beneficenza più figo della storia, il Moninga.

Non ci siamo potuti trattenere, soprattutto in vista dell’uscita, il 27 Maggio,  di Love is in The Eyes of the Animals, dal fare qualche domanda agli Inude sul loro passato, presente e futuro:

 

Iniziamo dal principio: spiegateci in breve chi sono gli Inude, come sono nati?  Il vostro primo EP era ricco di riferimenti musicali differenti, costituito da tappeti sonori con lunghi riverberi e loop di batterie elettroniche miste a percussioni. Oggi il vostro sound è più minimale, pulito e a tratti electro-pop: cosa ha determinato questo passaggio?

Giacomo: Veniamo dalla provincia di Lecce ma il progetto è nato in un appartamento di Milano nel quale, per quasi un anno, abbiamo lavorato giorno e notte alla produzione, senza mai fermarci.  “Man Down” è decisamente più minimal rispetto ai precedenti lavori ma solitamente non ci prefissiamo degli obiettivi sullo stile che deve avere un pezzo durante la stesura, è un continuo mutamento, quindi è stato molto naturale come risultato.
Come e dove sono nate le canzoni che compongono “Love is in the Eyes of The Animals”? C’è stato un fattore scatenante che ha fatto scaturire tutto il progetto o si tratta di una scrematura di materiale che conservavate nel cassetto?

Giacomo: Questo lavoro è stato frutto dell’intensa attività in sala prove, quindi i pezzi sono nati prima dal vivo e in seguito registrati a differenza dei primi demo registrati interamente in digitale.

Cosa è cambiato dal vostro ingresso nell’etichetta Panorama Musique Records?

Giacomo: Quello che è cambiato è che se prima eravamo in 2 a lavorare per far crescere il progetto, ora c’è un team di lavoro che lavora in maniera coordinata. Panorama Musique Records e Wero Eventi ci stanno dando una grossa mano, siamo stati fortunati sotto questo punto di vista.

Parliamo del panorama musicale della vostra zona: è più consueto pensare che la musica elettronica nasca in zone industriali con il cielo grigio e la metropoli alle spalle, piuttosto che in una città barocca e affacciata sul mare. Ora vi siete trasferiti a Milano, se non sbaglio, ma che influssi ha la vostra terra sulle sonorità che producete e sul genere che proponete?

Giacomo: Siamo due salentini abbastanza atipici, entrambi non amiamo l’estate, il caldo e il mare, ci sarebbe piaciuto nascere sulle montagne, onestamente!
Nonostante ciò comunque i suoni della nostra terra sono inconsciamente dentro di noi e lo dimostra la naturale propensione all’uso di percussioni e suoni legati al mondo della musica Etno e World contestualizzandoli in quello che è il nostro immaginario.
Per vari motivi siamo rientrati in Puglia da 2 anni anche se stiamo programmando degli spostamenti dopo l’estate.

Questo è il secondo anno in cui siete ospiti del Moninga Open Air: cosa vi riporta a suonare in un contesto come questo? Che atmosfera si respira in un festival giovane e organizzato da giovani con lo scopo di donare fondi ad un ospedale pediatrico?

Giacomo: Ci onora poter salire su di un palco per sostenere una causa così nobile. Inoltre abbiamo un ricordo bellissimo del festival perchè lo scorso anno quella del Moninga è stata la nostra terza data in assoluto e ci ha dato la possibilità di condividere il palco con gruppi con molta più esperienza di noi. I ragazzi poi sono stati fantastici e molto ospitali, non avevamo motivi per non venire a suonare quest’anno.

Sappiamo che il futuro è abbastanza ricco di eventi per Inude: quali sono i vostri prossimi piani?

Giacomo: Quest’estate saremo belli che impegnati, quindi una volta finiti i live,  proseguiremo il lavoro in studio per poter iniziare a scrivere nuovi pezzi!

 

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