Le Luci della Centrale

Bologna, 5 marzo, ore 23 circa: Il concerto delle luci ha inizio,una performance intensa con messaggi gridati e scenografia post punk industriale. Giochi di luci e cambi di chitarre, Vasco porta sul palco 3 musicisti che entusiasmano il pubblico e che permettono di ampliare le sonorità e gli effetti
di ogni brano: in particolare la batteria copre la manca lasciata dal basso e il violino armonizza parola e accordi gettati al vento. Lui canta, ma in realtà sovrappone scatti fotografici: immagini nitide che si compongono nella nostra mente come polaroid, racconta la descrizione di un attimo.
Descrive paesaggi e pensieri con una chiarezza impressionante: impressionanti per la contraddizione in essere. I testi di Vasco Brondi sono letteralmente descrizioni del quotidiano e del reale, ma nello stesso tempo hanno la capacità di elevarsi a qualcosa di poetico.
Un’ora e poco di più di concerto in cui Vasco dimostra di essere maturato anche nella capacità di contatto con il pubblico, regalando un finale davvero ravvicinato e intimo: un acustico di voce e chitarra.
Le Luci della Centrale Elettrica, in tour nei teatri e nei locali,si confermano essere la spiaggia non deturpata del rock italiano.
L’ultimo pensiero di questo articolo è rivolto alle due giovanissime ragazze di 18 e 19 anni investite sulle strisce pedonali proprio ieri sera e proprio a poche centinaia di metri dall’ingresso dell’Estragon. La più grande è deceduta sul colpo, l’altra è in condizione gravissime.










