Living Dead Lights

luglio 21, 2011 / by / 0 Comment

Il web li battezza come una delle band più promettenti della scena rock internazionale, il loro nome rimbalza sulla rete con numeri davvero interessanti per un gruppo alle prime armi.
Rockers tenetevi forte, perchè i ragazzi ci sanno fare!

Certo l’obiettivo che le quattro aspiranti rockstars, ricoperte di bandane e tatuaggi, si prefissano, è piuttosto ambizioso: rievocare scenari da “Appetite for Destruction”, raccontare il degrado della società con canzoni piene di rabbia e di energia, riportare in vita il sogno americano con quel rock autentico e puro, libero da ogni contaminazione. It’s a hard way to the top, chi suona il rock’n’roll lo sa. Bisogna farsi carico dell’eredità culturale di un genere che ha già raggiunto il suo apice e guadagnarsi un posto nella hall of fame, accanto a chi ha scritto da tempo il proprio nome nella storia della musica, sembra impossibile.

La giovane band di Los Angeles si affaccia sulla scena con un breve EP che contiene sei brani coinvolgenti e grintosi. I riff di chitarra si susseguono uno dopo l’altro, senza sosta, per scandire canzoni dalla struttura fin troppo scolastica. Non c’è spazio per le ballate e neppure per virtuosismi ricercati. Emerge limpida la volontà di voler scrivere pezzi destinati a imprimersi nella mente di chi ascolta con ritornelli melodici e orecchiabili. Aiutati da uno staff tecnico invidiabile, i quattro hanno saputo trovare un suono aggressivo e ruvido al punto giusto, sempre bilanciato e coeso.
Se da un lato l’impatto sonoro è devastante e lascia ben sperare, dall’altro il punk-rock dei Leaving Dead Lights si rivela a tratti fortemente condizionato da influenze pop che suonano troppo adolescenziali e sono in contraddizione con le ambizioni del gruppo.
Non dimentichiamo tuttavia che la band esce dalla prima esperienza in studio e voci a dir poco autorevoli la descrivono già come “THE COOLEST THING TO HIT A STAGE IN THE PAST 10 YEARS” (Rolling Stone Magazine).

Solo i prossimi lavori ci sveleranno la vera essenza di un gruppo che ha tutte le carte in regola per diventare famoso e conquistare i grandi palchi e il grande pubblico del rock.

La band d’oltreoceano sbarca in italia con il primo EP pubblicato dalla GB Sound, registrato da Bradley Cook (Foo Fighters, Distillers), mixato da Fred Archambault (Avenged Sevenfold) e masterizzato da Eddy Schreyer (Alice In Chains, Jane’s Addiction, System Of A Down).

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