Lies: fuga di colori e neve africana. [INTERVISTA]

aprile 08, 2013 / by / 0 Comment

LIES // ESCAPING COLOURS // INTERVIEW

Lies sono un duo italiano. Niente bugie, poche convenzioni: solo una gran voglia di soddisfare i propri istinti musicali. Uno studio e dare sfogo a se stessi.
L’elettronica onirica e vagamente floreale di Oscar e Piero ha il potere di distrarre dalla grigia quotidianità invernale e trasformarla in una semplice e piacevole attesa della primavera.
Alcune parole su Escaping Colours:

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Il vostro EP, appena uscito, sta collezionando solo recensioni positive perché è una gran chicca, ma diteci: come nascono questi suoni? Che influenze hanno?

OSCAR: Ci fa piacere che l’ep stia piacendo, alla fine componiamo solo per noi e per avere feedback da chi ascolta. Quando questi sono positivi ci sentiamo pienamente ripagati di quanto abbiamo fatto.
Lavorando ad Escaping Colours abbiamo cominciato ad avere un approccio diverso alla forma canzone, mena legata al sampling e più “nostra“. Le parti di synth le abbiamo suonate noi e non campionate, abbiamo cercato di creare anche gran parte delle batterie, integrandole con suoni che ci piacevano. E’ un lavoro un disco che sentiamo più nostro, più personale. Probabilmente andando avanti sarà sempre più così.

Il sodalizio tra Oscar e Pierluigi (ovvero voi 2) è nato molto tempo fa, siete passati dal punk ad, diciamo, un elettronica di atmosfera: cosa vi ha spinto al cambiamento?

OSCAR: Quando abbiamo cominciato a suonare insieme io e Piero ascoltavamo già cose molto eterogenee. In effetti a 16/17 anni hai voglia di spaccare il mondo e suonare con rabbia, almeno per noi era così. Siamo passati dai Fugazi e i Refusedall’elettronica perché siamo lentamente maturati. Avevamo già ascolti multiformi anche quando suonavamo uno il basso e l’altro la chitarra, ma crescendo ci siamo avvicinati definitivamente ai suoni dei Telefon Tel Aviv, Amon Tobin e Boards of Canada. Le cose sono cambiate in maniera costante, non c’è stata una spinta ma un evoluzione naturale verso sonorità differenti.

Quanta poesia c’è in una base a 16 battute?

OSCAR: Bella domanda! Dipende da quanto bene è composta la base, certo negli ultimi anni stiamo assistendo ad un’ evoluzione del sound elettronico verso un livello sempre migliore. Credo ci sia sempre più poesia nei beats e fortunatamente anche noi in Italia ne abbiamo grandi espressioni.

Ci eravamo invaghiti di voi già dai tempi di Cosmos e Lazy: vi avevamo notato non solo per la produzione, ma anche per i gran remix. Quali sono i prossimi in cantiere?

OSCAR: Abbiamo un po’ di remix da concludere in effetti, tocchi una nota dolente perché con alcuni abbiamo preso tempi lunghissimi. Stiamo completandone uno per Life & Limb, e non ti nascondo che per me sia bello poter remixare un artista come Andrea Populous che ha contribuito a formarmi musicalmente. Ho ascoltato tanto le sue cose, sia come Populous che come Girl With a Gun ed Echo of the Wales, siamo veramente contenti di poter mettere le mani su dei suoni suoi. Oltre a questo abbiamo da finire un remix per The Essence, una producer partenopea che ha già collaborato con Ghemon tra gli altri. Rossella è senza dubbio la miglior producer al femminile che abbiamo a momento, stiamo lavorando sulla sua CryMe a River e spero che il risultato le piaccia. L’ultimo che abbiamo in cantiere è un remix per una coppia di amiconi che rispondono al nome di Mstk e Grovekingsley, hanno da poco rilasciato un’ep insieme e lavoreremo anche su quello a breve.

Cosa fischietti / fischiettate al mattino?

OSCAR: Oddio, sono in difficoltà! Piero al mattino non credo fischietti. Al massimo si alza, fa colazione e forse mette un bel cd in auto mentre va a lavoro, ma non ne sono certo, pur conoscendolo da anni non conosco tutti i suoi più intimi segreti. Io solitamente la mattina non canticchio perché sono traumatizzato dal risveglio, però appena esco attacco il lettore e li magari ci scappa di fischiettare/mugugnare qualcosa. Ultimamente per lo più Ghemon, i Foals e Chet Faker.

Quali artisti vi stuzzicano particolarmente al momento?

OSCAR: Quanti giorni abbiamo? Scherzi a parte ultimamente mi sono fissato molto con i Letherette, gli Electric Wire Hustle, Omar S e l’ultimo di Toro Y Moi. Tra gli italiani sto ascoltando a ripetizione il singolo di Cosmo, progetto solista di Marco dei Drink to Me.

Il concerto a cui non rinuncerete quest’anno…?

OSCAR: Personalmente non vedo l’ora di andare allo Spring Attitude a Roma, vedere tanta roba tutta insieme e per di più in Italia è veramente interessante. Anche all’ Elita ci sarebbero parecchie cose da vedere, diciamo che al momento in ordine di tempo sono le due cose a cui andrei più volentieri.

Torniamo a Escaping Colours: come scegliete i vostri remixer?

OSCAR: Allora, i tre che abbiamo scelto per questo ep sono innanzitutto amici ed artisti che stimiamo. HellomynameisRa è semplicemente un genio, non capisco perché ancora non giri il mondo suonando la sua roba. Oli Slack lo avevamo ascoltato con “Maple High“ e “Wonderland“ e ci siamo detti con Piero, dobbiamo farci remixare da lui, ci siamo riusciti ed il risultato è stato ottimo. Paolo “SpinOff“ è un grande amico ed un producer di qualità estrema, ogni tanto ci troviamo e quando attacca a suonare i synth rimango sempre sbalordito: ha veramente qualcosa di unico. In generale scegliamo quando possibile, artisti che stimiamo, che ascoltiamo e a cui piace quello che facciamo noi, in modo che si trovino a proprio agio con il materiale da remixare.

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