Mad Max: Fury Road

maggio 22, 2015 / by / 0 Comment

Mi ci sono voluti dei giorni per metabolizzare, raccogliere le idee e non lasciarmi prendere da un’esaltazione primigenia: se i primi due passaggi sono stati effettuati con successo, il terzo è esponenzialmente aumentato. “Mad Max: Fury Road” è un capolavoro del cinema di genere, senza se e senza ma, un condensato di tutto quello che il cinema d’azione può e deve essere.

George Miller umilia letteralmente 20 anni di film d’azione consegnando al grande pubblico un trattato su come si possano realizzare pellicole straordinarie anche su tematiche che si rivolgono squisitamente al semplice intrattenimento.

Lo spettatore è letteralmente buttato all’interno della storia. Non sappiamo precisamente cosa sia successo, l’unica cosa che è certa è che Max (Tom Hardy) è un uomo tormentato dal suo passato, al limite della follia, il cui unico scopo è sopravvivere in un mondo in cui di vita ce n’è ben poca. E nel giro di 5-10 minuti siamo immersi nella follia più totale, in un vortice di azione e tensione che toglie il fiato. Il respiro è dato solo dal personaggio di Furiosa (Charlize Theron), l’unico barlume di umanità in un questo mondo di pazzia.

Il moderno cinema d’azione è stato “violentato” da una schiera di registi che hanno prediletto il senso della spettacolarità sopra a ogni altro elemento. Il primo esempio che mi viene in mente è Michael Bay, l’incarnazione della rovina del cinema di genere. Senza stare a sviscerare tutte le immani “porcherie” che il regista americano ha introdotto nel genere, vorrei sottolineare un aspetto in cui Mad Max porta a scuola tutti (Bay in primis): il montaggio.

Non aspettatevi un film lento e posato. Mad Max è la frenesia allo stato puro, lo spettatore corre dietro alla camera di Miller, ma è un correre estremamente “ragionato“. Colui che osserva sembra sempre aspettarsi ciò che viene dopo e il senso di esaltazione visiva porta a volerne sempre di più. Non assistiamo alla “schizofrenia visiva” a cui il cinema di Bay, in cui non si ha letteralmente il tempo di capire cosa stia accadendo o perchè.

Ma veniamo ai protagonisti. Senza parole. Tom Hardy si dimostra uno dei più grandi attori di Hollywood (inizio seriamente a pensare che ci troviamo di fronte a un numero 1), ma non c’è dubbio che al centro della storia ci sia il personaggio (che ricorda molto la Ripley di Alien) e la presenza di Charlize Theron, un’attrice che spazia in maniera eccezionale da un genere all’altro senza alcun problema. Ma come è possibile passare da “Prometheus” a “Young Adult” e poi dominare la scena in “Mad Max”?

Mad Max: Fury Road” è un concentrato esaltante di cinema, un manifesto su come realizzare un blockbuster di sublime qualità, senza prendersi troppo sul serio ma, allo stesso tempo, prendendo estremamente sul serio quello che è il cinema di genere. Parafrasando il messaggio del film, non solo il futuro, ma anche il cinema appartiene ai folli.

A cura di Matteo Palmieri

 

Voto: 9,5

 

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