Michele Maraglino: I Mediocri e Taranto.

02 gennaio 2012

Michele Maraglino è un ragazzo: classe 84, a cui la musica ha sconvolto l’esistenza, come un razzo che penetra l’atmosfera. Così, in un periodo di crisi economica e di valori, il nostro Michele ha deciso di fare una cosa buona e giusta: tirarsi su le maniche e iniziare ad autoprodursi, nel 2010.
La cosa non è finita qui, perchè Michele ci ha preso gusto e ha deciso di fondare una sua etichetta completamente indipendente nel 2011: La Fame Dischi.
Oggi, ritroviamo Michele Maraglino, a parlarci in questa intervista della prima canzone estratta dal suo album “I Mediocri”, in uscita dopo l’estate (14 settembre 2012) che porta in alto l’arte come forma di denuncia dei problemi e delle realtà meno ascoltate.

La tua canzone Taranto affronta un tema scomodo e che difficilmente trova spazio nell’arte musicale… Da dove nasce l’ispirazione?

MICHELE: Il problema è che il tema di Taranto trova difficoltà ad essere trattato non soltanto nell’arte, ma in generale. È un tema che andrebbe affrontato a livello nazionale con molta più frequenza, perchè Taranto si fa carico di un peso davvero troppo grande e da troppi anni. Purtroppo sono i media principali che molto spesso ignorano e parlano spesso di faccende meno complicate.
Per quanto riguarda l’ispirazione credo che non sia una cosa che puoi controllare. Questa canzone mi è arrivata all’improvviso. Non nascondo che l’idea di fare un pezzo su Taranto ce l’avevo da un po, il problema è che quando ti siedi a tavolino con l’intenzione di scrivere un pezzo su un qualsiasi argomento, nella maggior parte dei casi quello che scrivi non è poi così brillante.

Il tuo album “I Mediocri” uscirà a settembre: ci puoi rivelare qualche tratto saliente del disco?

MICHELE: Il disco è pronto. È stato registrato nei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2012 in uno studio a Perugia. Mancano le grafiche di cui se ne sta occupando un noto illustratore pugliese di nome LEG (www.easyleg.blogspot.com), dopodiché mandiamo il disco in stampa e ci siamo. Posso dire di essermi occupato praticamente di tutto, delegando a persone fidate quei compiti che non riuscivo a svolgere (vedi per le foto -un grazie sentito a Riccardo Ruspi www.riccardoruspi.it- o appunto le grafiche o la realizzazione del video di Taranto -grande Corrado Meraviglia- finanche alla trascrizione degli spartiti per il deposito SIAE -santo Gianluca Di Vincenzo) ma tenendo le redini dei lavori, mentre ringrazio chi invece mi ha aiutato con gli arrangiamenti ovvero Daniele Rotella e Francesco Federici insieme ai musicisti che hanno suonato i brani. Insomma siamo un bel team e sono molto contento del lavoro che è venuto fuori. Taranto è la prima anticipazione, poi quest’estate uscirà un nuovo singolo. Mi piace studiare le varie strategie di lancio anche se non so quanto poi possano funzionare o servire perchè non mi reputo per niente competente in materia, ma mi piace “giocare” a fare l’esperto di comunicazione e promozione (ride, ndr).

Nonostante tu sia molto giovane hai in piedi un progetto musicale, hai fondato un’etichetta e sei uno scrittore. Raccontaci di “la fame dischi”…

MICHELE: Sono molto contento della Fame Dischi perchè mi permette di essere davvero indipendente. Come ho detto prima, per la realizzazione dell’album mi sono occupato praticamente di tutto e se da un lato non nascondo che è stato ed è molto faticoso (basta pensare che sono passati 2 anni dall’uscita del primo ep, “Vogliono solo che ti diverti”), dall’altro è una cosa che mi piace molto e che spesso sembra essere l’unica via di fronte alle tante porte che si trovano chiuse (o apribili solo a pagamento) soprattutto agli inizi di una carriera artistica. Inoltre mi fa piacere anche poter dare una mano a quei progetti e artisti che trovo interessanti.

Quali sono le tue influenze musicali? Quali dischi hanno contribuito alla tua crescita musicale?

MICHELE: Guarda il primo disco che ho comprato (facevo le scuole medie) è stato “Su è giù da un palco” di Ligabue, l’ultimo invece (l’anno scorso) è stato “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”. In mezzo a questi, come puoi ben immaginare visto che sono dischi agli antipodi se vogliamo, c’è stato e c’è di tutto, con prevalenza italiana.
Comunque la band da cui è partito tutto il mio interesse per la musica e la passione per cantare e scrivere, sono stati i Litfiba, ovviamente i primi.

L’artista in tempo di crisi è più ascoltato o viene messo all’angolo?

MICHELE: Bè sicuramente un artista in tempo di crisi può trovare molti più spunti per le proprie opere. Non lo so se è più ascoltato ma di sicuro è più ispirato secondo me.

Grazie Michele!

Grazie a voi!

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