I miei Oscar 2015

febbraio 22, 2015 / by / 0 Comment

Come ogni anno è arrivata la tanto attesa notte delle stelle, l’87esima edizione della cerimonia degli Oscar. E come sempre accade c’è chi la snobba, chi la ritiene una manifestazione inutile, ma è innegabile che per chi fa cinema la sola presenza a questo evento sia qualcosa di straordinario per la propria carriera.

Tenendo presente l’uscita il 26 febbraio di “Foxcatcher” (che ritengo di grande interesse), mi accingo ad assegnare i miei personalissimi premi (non i pronostici) per le categorie più importanti, sottolineando come l’Academy si debba vergognare per il maltrattamento riservato a una delle pellicole meglio riuscite di quest’anno: “Gone Girl“.

Miglior Film

boyhood_stillPartiamo subito con il premio più ambito, il Miglior Film. Senza molti dubbi mi sento di premiare l’audacia di “Boyhood“. E’ vero che “Birdman” ha una tecnica probabilmente superiorie. ma la scelta dell’ordinario, della semplicità, in un cinema che cerca spesso di darsi troppo un tono, è geniale. Il lavoro di Linklater è un viaggio straordinario che non solo parla del tempo, ma anche della vita stessa. Un vero capolavoro.

Miglior Regia

Alejandro Gonzalez Inarritu - Masterclass: 54th BFI London Film FestivalSu questo premio penso ci siano pochi dubbi. Nonostante la mia infinita ammirazione per Wes Anderson, credo che Alejandro Gonzàlez Inarritu quest’anno abbia realizzato qualcosa di incredibile. “Birdman” è un esercizio di tecnica cinematografica che attinge dai più grandi: Scorsese, Kubrick e Tarantino solo per citarne alcuni. Dopo “Babel” e “Biutiful” credo sia la volta buona.

Miglior Attore Protagonista

602Anche se sono praticamente certo (ahimè) della vittoria di Eddie Redmayne, penso che il premio debba essere una battaglia tra Bradley Cooper (che mi ha entusiasmato in “American Sniper“) e il mio vincitore, Michael Keaton. Attore che per molti anni ha vissuto un po’ nell’ombra (per uno che ha recitato con Tarantino e Tim Burton), ma che incarna perfettamente e con gran classe il Riggan Thompson di “Birdman“.

Miglior Attrice Protagonista

gone-girl-01_1485x612Anche in questo caso è chiaro che la statuetta sia già nelle mani di Julianne Moore, ma personalmente trovo che i film costruiti solo per esaltare le prove dei singoli attori siano “più facili” e per questo meno meritevoli di riconoscimento per gli interpreti stessi. Per questo mi sento di premiare la straordinaria Rosamund Pike, protagonista ambigua e senza scrupoli del sorprendente “Gone Girl” di David Fincher.

Miglior Attore non Protagonista

WhiplashSundanceInstitute2013ShortsProgram-600Con buona pace di Edward Norton, credo che J.K. Simmons non solo meriti di diritto questo riconoscimento, ma ritengo che ci troviamo di fronte a una delle interpretazioni più entusiasmanti ed intense degli ultimi anni, se parliamo soprattutto di non protagonisti. Non a caso “Whiplash” si regge solo sulle sue solide spalle.

Miglior Attrice non Protagonista

boyhood_hires_3Se “Boyhood” è un film meraviglioso grande merito è anche di Patricia Arquette, la madre del protagonista. Un ruolo compassato, discreto, quasi recitato in punta di piedi, ma proprio per questo davvero eccezionale. L’attrice incarna perfettamente lo spirito che caratterizza il film e al tempo stesso lo esalta.

Miglior Sceneggiatura Originale

WesAndersonRalphFiennesGrandBudapestHotel_article_story_largeEcco ora i premi a cui tengo maggiormente: le sceneggiature. Per quanto riguarda quella originale mi dichiaro apertamente tifoso di Wes Anderson. Mi sono letteralmente innamorato di “Grand Budapest Hotel“, una pellicola che è un vero gioiello di originalità e frizzantezza. Academy mi raccomando, non deludermi!

Miglior Sceneggiatura non Originale

American-Sniper-2014Premettendo che non ho ancora visto “Inherent Vice” di Paul Thomas Anderson (favorito nella categoria), le sceneggiature non originali non sono per niente entusiasmanti quest’anno. Per questo scelgo il “meno peggio”, cioè “American Sniper“, di Jason Hall, un buon film, ma che sinceramente ha forse nella scrittura l’elemento meno di spicco (il regista è un certo Clint Eastwood, per esempio…).

A cura di Matteo Palmieri

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