Nicolò Carnesi il ritorno dei giovani eroi

marzo 13, 2012 / by / 0 Comment

Nicolò Carnesi ha 24 anni: è giovane e ha qualcosa da dire, che dice tra l’altro molto bene.
Superato l’esame nazionale con l’approvazione di Rockit (la Sanremo del web), il musicista siciliano è un pò sulla bocca di tutti.
A noi piace per il giusto dosaggio degli ingredienti, miscelati insieme con caparbietà e leggiadria.
Nicolò è nato a Palermo, città ricca musicalmente, che negli ultimi anni ha dato la vita ad alcuni buoni progetti come i Dimartino e Pan del Diavolo.
Se si ipotizzasse un paragone a Palermo si privilegia il binomio chitarra-voce: tradizionale quanto diretto e infallibile a differenza di Pesaro, patria dell’indie pop e dell’electro-super synth-pop.
Nicolò è un giovane rappresentate di quest’isola, la Sicilia, tanto bistrattata quanto amata: affetta da un morbo apparentemente e storicamente incurabile (clinicamente: immobilismo storico), la Sicilia sta insegnando al tanto invidiato “continente” cosa significa resistere in tempi di crisi.
Ecco un esempio:

Nicolò partiamo dal principio, quali sono le tue principali influenze musicali e stilistiche?

NICOLO’: I cantautori italiani sporcati dalla new wave. Ho risposto molte volte a questa domanda perciò, tanto per divertirci un po’, posso farti una lista delle 5 canzoni che ho ascoltato di più nell’ultimo periodo:

Keen On Boys – Radio Dept
Cara – Lucio Dalla
Celia’s Dream – Slowdive
Love And Music – Piano Magic
Reckoner – Radiohead

Com’è crescere artisticamente a Palermo? Pensi ti abbia ispirato o invece hai avuto più porte aperte al Nord?

NICOLO’: L’ambiente palermitano è stato essenziale per la mia crescita, senza la spinta creativa che mi hanno dato i suoi abitanti e i suoi artisti probabilmente non avrei fatto quello che ho fatto. Di certo ora che mi sto confrontando con le realtà nazionali, con altre città, altra gente, mi si stanno aprendo nuove prospettive e altri stimoli… è bello crescere con la propria musica, parallelamente.

Uno dei tuoi pezzi più apprezzati “Mi sono perso a Zanzibar” è prodotto insieme a Brunori S.A.S., com’è stato lavorare e scambiare idee con un cantautore come lui?

NICOLO’: E’ stato interessante sentir nascere l’idea, coltivarla e poi concretizzarla. In realtà non abbiamo avuto il classico approccio da studio, abbiamo fatto tutto via telefono e via email. Sono contento del risultato finale, anche perché Brunori, oltre che un bravo cantautore, è un uomo simpaticissimo, con cui è molto piacevole lavorare.

Come avviene la fase di scrittura? Componi la musica intorno alle parole o le parole intorno alla musica?


NICOLO’: In entrambi i modi, ma spesso musica e parole fluiscono contemporaneamente, indissolubilmente legate già alla nascita.

Parigi e i bohemièn sono tue citazioni nel pezzo “Moleskine”: ottimi cliché per descrivere una generazione pseudo-alternativa, ma qual è il tuo rapporto con la cultura letteraria?

NICOLO’: Abbiamo un buon rapporto ma capita di avere dei problemi di distanza in alcuni periodi.
Mi sono sempre dedicato più alla letteratura del primo novecento rispetto ai contemporanei che ho cominciato in tempi relativamente recenti a conoscere.

Quali artisti tuoi contemporanei ritieni a te più affini come pensiero e “corrente musicale”?

NICOLO’: Ci sono tanti artisti che si esprimono bene nel mio stesso campo, ma mi piacciono proprio perché li trovo diversi da me nelle sfaccettature principali.

Non è come arrendersi a un sistema sbagliato affermare che “Gli eroi non escono il sabato sera”?


NICOLO’: Penso che sia una resa anche sottomettersi ad una convenzione sociale, l’importante è far quel che si preferisce, senza forzature, nei limiti del possibile.

Qual è stato il primo disco che ti ha aperto gli occhi e ti ha fatto capire l’importanza della musica e ti ha aiutato a diventare musicista?

NICOLO’: Direi che è stato “Loveless” dei My Bloody Valentine; so che suonerà strano sentirlo dire da me visto il genere di musica che scrivo, ma ero adolescente e sentire quelle sonorità mi ha fatto capire che non ci sono limiti nel creare musica.

Sei felice?

NICOLO’: Ovviamente no anche se credo non ci sia una vera risposta a questa domanda.

Sappiamo che sei impegnato in un lungo tour, ma quali sono i tuoi progetti per il futuro?

NICOLO’:In questo momento penso solo a suonare dal vivo, portare direttamente al pubblico quello che ho scritto. Appena finito mi dedicherò ad un nuovo lavoro, ho già scritto alcune nuove canzoni tra un concerto e l’altro

Commenta su Facebook

commenti