Oscar 2015

febbraio 23, 2015 / by / 0 Comment

Academy…SHAME ON YOU! Non c’è niente da fare, questa 87esima cerimonia degli Oscar penso verrà ricordata come quella delle occasioni perdute e dei trionfi conservatori a discapito di idee più audaci e del cinema indie/indipendente. Certo, non si grida forse allo scandalo (a parte per una categoria), ma è indubbio che in molti addetti al lavoro ci sia grande delusione.

Ci tengo a cominciare con il grande sconfitto della serata (ahimè), quella che per il sottoscritto è senza se e senza ma la pellicola meglio riuscita di quest’anno: “Boyhood“. “Birdman” ha fatto la voce grossa in tutte le categorie più importanti, come non accadeva da anni, ma resta davvero l’amaro in bocca, perchè si poteva premiare un cinema diverso, audace e molto “vero”, piuttosto che quello canonico, rigoroso e tecnico di Inarritu (giustamente premiato come Miglior Regista, avrei da ridire sugli altri due premi).

cast_of_birdman_best_pictureIn secondo luogo credo che meriti un’attenta analisi ciò che è accaduto a “Grand Budapest Hotel“, espressione di un cinema che ha nella creatività e nell’originalità visiva e comunicativa i suoi capisaldi. Di primo acchito potremmo pensare che le 4 statuette conquistate siano un buon bottino, ma analizzando questi trionfi si nota come per l’Academy il film di Wes Anderson sia solo un gioiello da un punto di vista di tecnica di costume/suono/colore. In realtà la storia di Lobby Boy è ben di più, un film di un’eleganza e una dolcezza uniche, che avrebbero meritato il riconoscimento a livello di sceneggiatura.

A malincuore si deve anche riconoscere che a Hollywood…la malattia paga. E’ ormai costume negli ultimi anni privilegiare interpretazioni di sofferenza fisica o psichica, come la Julianne Moore e l’Eddie Redmayne di quest’anno. Per carità è vero che i due attori sono stati molto abili, ma credo che le loro parti sia state per certi versi più “facili” per mettersi in mostra. Personalmente avrei optato per interpretazioni più intraprendenti e meno convenzionali.

Continuando a scorrere i premi possiamo incontrare (a parte i non protagonisti, per cui c’è poco da dire, se non chapeau), vediamo i due Oscar “contentino“, dati a due pellicole molto dibattute e controverse: “American Sniper” e “Interstellar“. Se per il primo sa di riconoscimento per il successo avuto nel pubblico americano (il film non era così bello da meritare altri premi), per il secondo credo si parli di furto: ma i giudici hanno visto per caso “Guardians of the Galaxy“?

Prima di chiudere con un po’ di patriottismo (che non guasta mai), ci tenevo a manifestare il mio sdegno per i premi alle sceneggiature. Se per quella originale mi sono già espresso, per il trionfo di “The Imitation Game” c’è quasi da gridare allo scandalo. Senza nulla togliere a Graham Moore (per altro protagonista di un discorso sinceramente commovente), il suo film è il prototipo della sceneggiatura scolastica, poco audace e che si limita a portare a casa il compitino. Non si poteva fare di meglio giuria?!?!

Arriviamo ora ai nostri colori. Se per il Miglior Film Straniero quest’anno non abbiamo potuto dire la nostra (attenzione al 2016, Garrone is coming), grazie a Milena Canonero (già 3 volte premiata) l’Italia ha potuto celebrare un trionfo. Una grandissima nel suo campo, la Canonero ha lavorato per i più grandi, basti pensare che è stata lei a vestire i mitici Drughi di “A Clockwork Orange“. Ci terrei anche a sottolineare l’imbarazzante assenza del regista Francesco Rosi nel momento In Memoriam, e stiamo parlando di un regista vincitore di Cannes e nominato all’Oscar. Ribadisco, Academy shame on you!

Ecco tutti i vincitori!

MIGLIOR FILM: Birdman
MIGLIOR REGIA: Alejandro González Iñárritu
MIGLIOR ATTORE: Eddie Redmayne
MIGLIOR ATTRICE: Julianne Moore
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: J.K. Simmons
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Patricia Arquette
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Birdman
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: The Imitation Game
MIGLIOR FILM STRANIERO: Ida (Polonia)
MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Big Hero 6
MIGLIOR FOTOGRAFIA: Birdman
MIGLIOR SCENOGRAFIA: Grand Budapest Hotel
MIGLIOR MONTAGGIO: Whiplash
MIGLIOR COLONNA SONORA: Grand Budapest Hotel
MIGLIOR CANZONE: “Glory” da “Selma”
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Interstellar
MIGLIOR SONORO: American Sniper
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Whiplash
MIGLIOR COSTUMI: Milena Canonero (Grand Budapest Hotel)
MIGLIOR TRUCCO: Grand Budapest Hotel
MIGLIOR DOCUMENTARIO: CitizenFour
MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: Crisis Hotline: Veterans Press 1
MIGLIOR CORTO: The Phone Call
MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: FEAST

A cura di Matteo Palmieri

 

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