THE ROX: l’intervista esclusiva!

dicembre 26, 2011 / by / 0 Comment

Detto in due parole i THE ROX sono, Fede e Andrea, due ragazzi con una passione forte e sana per la musica. Da bravi blogger, noi di LoveAndSound, setacciamo la rete alla ricerca di nuovi e giovani talenti da proporre al pubblico e così, giorno dopo giorno abbiamo scoperto e apprezzato questo progetto musicale davvero interessante.
Ragazzi senza fronzoli e armati di tanta passione, i THE ROX sono da poco approdati nel circuito di Bronson Records.
Abbiamo intervistato il duo electro in occasione dell’imminente uscita di THE ROOTS, il loro primo EP.
Sentite un pò cosa ci hanno raccontato:

Partiamo dall’inizio: vi ricordate quali sono stati i primi pezzi che vi siete cimentati a mixare? Come è nata la vostra voglia di stare dietro a una consolle?

FEDE: Abbiamo iniziato in tempi diversi e separatamente. ”Gazebo” di Fairmont, comprato in un negozio di dischi a Milano a 14 anni, provato subito in un djset, un successone.
ANDREA: Credo di aver suonato come primo disco della mia vita ‘Stupidisco’ di Junior Jack o ‘Silverscreen’ di Felix Da Housecat. Mentre le prime robe che abbiamo suonato insieme non ce le ricordiamo perché eravamo costantemente sbronzi.
FEDE: Per me tutto è iniziato nel ‘98 quando i miei mi regalarono un gioco per PlayStation che si chiamava ”PaRappa the Rapper‘, dovevi mixare a tempo le canzoni per vincere dei contest.
Sembra una stronzata ma dopo averci giocato mi feci regalare due giradischi e un mixer. Mentre insieme inizialmente abbiamo messo su una cover band di White Stripes, The Killers, Prodigy, con altri amici poi la cosa non è più andata avanti e per una serie di coincidenze abbiamo deciso di ritornare più seriamente alla club music ma insieme.

A quali artisti vi siete ispirati e quali hanno influito di più sulla produzione di “Roots”, il vostro primo long play?

Cerchiamo sempre di creare qualcosa di nostro quando siamo in studio, siamo convinti che essere originali sia un punto di forza, proprio perché in alcuni generi i suoni si stanno uniformando parecchio. Durante la lavorazione della prima parte di ROOTS non avevamo date in giro, quindi ci siamo concentrati solo su di noi, l’ispirazone per questo album viene da noi, da dentro. Ci piace cercarla la musica, giriamo molto per blog, soundcloud ecc.. le figate non vanno in radio o su Mtv. Sono tanti gli artisti che apprezziamo. Molti italiani.

“Roots” significa radici, da questo album cosa possiamo aspettarci?

In realtà ROOTS significa rutti ! Scherzi a parte si chiama così sia perché abbiamo cercato di fondere nei pezzi un po’ di più del nostro background musicale, quindi le nostre radici, sia perché speriamo che per noi rappresenti un punto di partenza più solido. I feedback sono molto positivi, maggiori rispetto ai lavori precedenti. I suoni sono belli vari e non spaccano le palle, le orecchie quelle si. Sono pezzi che fanno muovere il culo ma si fanno anche ascoltare. Usciranno anche tanti remix, sappiamo che Riton suona spesso un rework che abbiamo fatto per una giovane promessa della techno made in USA che sarà fuori a breve.

Come ci si sente a fare parte della Bronson Records?

Abbiamo girato tante etichette in nove mesi di attività dall’Inghilterra alla Germania e ci siamo trovati bene con tutti, davvero. Con i ragazzi di Bronson abbiamo trovato una professionalità e una disponibilità uniche. Ci sentiamo dei privilegiati. Sanno quello che fanno e lo fanno bene. Tutti i producers che lavorano in questa etichetta sono mega ed è molto stimolante poter far parte di un progetto come questo, il rooster di questa etichetta fa paura! E’ una figata aver trovato gente che crede in te e che per te si fa il culo è meno figo che invece chi ti sta attorno non ti supporta, anche se in alcuni casi lo snobismo di certi ambienti nei nostri confronti ci fa capire che siamo sulla retta via.

Avete diviso il palco con artisti di fama internazionale… avete un aneddoto da raccontarci di questi incontri?

FEDE: Dividere il palco con questi artisti a volte è un onore, altre una bella scoperta, ma l’importante è che il pubblico si prenda bene e abbia quello che si aspetta se non di più.

ANDREA: Qualche tempo fa ho quasi vomitato addosso ai Pink Is Punk. Fra i tanti con cui abbiamo avuto modo di dividere il palco possiamo dire che gente come Deface e i ragazzi di H.O.W. sono dei grandi. Ci sentiamo spesso, collaboriamo in vari modi. Siamo diventati amici e non sempre è facile in questo ambiente

Dal 2012 sarete in giro per l’Europa: 3 tracce che non potranno mancare nel vostro iPod durante questo viaggio?

ANDREA: In questo periodo sto adorando Foreign Beggars, le produzioni di Luckybeard e I Cani!

FEDE: Io butterei dentro il remix di Hummus fatto da Botnek, Gimme 5 di Henzel & DiscoNova e sicuramente The adventures of Rain Dance Maggie dei RHCP!

Credits: Jack Foto e Luca Giani

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