La Trattativa

ottobre 16, 2014 / by / 0 Comment
REVIEW OVERVIEW
8

Cool

La Guzzanti torna al cinema raccontandoci uno dei momenti più oscuri della storia del nostro Paese con un acume e una capacità narrativa disarmante

Ci sono film che vanno ben oltre la semplice resa visiva o la tecnica realizzativa per la potenza immensa delle loro storie: “La Trattativa” di Sabina Guzzanti è uno di questi. Progetto che la regista curava e sognava da molti anni, ha avuto un parto molto complicato, tanto che ha dovuto aspettare ben quattro anni il “riconoscimento di interesse culturale” da parte dello Stato, cosa che già ci dice molto sul film stesso…

Tra documentario, finzione, teatro e televisione, “La Trattativa” ripropone e ricostruisce gli eventi salienti che nei primi anni ’90 dilaniarono il nostro Paese, tra stragi, omicidi e minacce sembrava che un’intera nazione fosse stata messa in scacco dalla Mafia, ma, improvvisamente, dal nulla, cambiò tutto e Cosa Nostra iniziò ad agire sotto traccia. Proprio all’interno di questa cornice si colloca l’ipotesi inquietante della trattativa tra lo Stato e la Mafia stessa.

La struttura cinematografica adottata da Sabina Guzzanti è molto particolare. Fonde vari generi, traendo forte spunto soprattutto dal docu-film e dal teatro, rivolgendosi direttamente al pubblico per chiarire fin da subito i suoi intenti e lo scopo di questo film. E’ chiaro che la Guzzanti si schieri da una parte, ma la sua abilità è quello di mettere in scena la sua “scelta” in modo velato, alternando ricostruzioni ipotetiche a dati di fatto in maniera molto convincente.

La realizzazione tecnica è caratteristica, perchè quasi tutte le scene interpretate dagli attori sono state recitate su schermo verde (sì quello che in genere è tipico dei film pieni di effetti speciali). Viene spontaneo proprio chiedersi perchè non finanziare un progetto così interessante e stimolante per il pubblico e dare budget faraonici per i vari cinepanettoni e compagnia bella. La risposta è chiara e non c’è bisogno di esplicitarla.

la-trattativa-sabina-guzzanti-salvo-piparo-strage-di-capaci_newsI puristi cinematografici o gli amanti della chiarezza nei film forse si troveranno in difficoltà e questa struttura così originale potrebbe rivelarsi il più grande difetto de “La Trattativa”. Troppe domande e poche risposte (quello però è colpa della realtà, non della finzione), sono in definitiva la croce e la delizia delle provocazioni che la Guzzanti lancia, e che, personalmente, ho trovato estremamente acute e raffinate.

Concludendo, credo che in un cinema spesso piatto e scolastico ci sia bisogno di film che facciano parlare di sè e che soprattutto facciano parlare le storie importantissime che raccontano. “La Trattativa” appartiene a questa categoria, perchè di Mafia non si parla mai troppo, anzi se ne parla sempre troppo poco. Non posso, quindi, non consigliarvi questa ultima fatica di Sabina Guzzanti, perchè ogni tanto aprire gli occhi non fa male…

A cura di Matteo Palmieri

 

Commenta su Facebook

commenti