Whiplash

febbraio 20, 2015 / by / 0 Comment
REVIEW OVERVIEW
7

Good

Un buon film musicale che vive e muore nel rapporto maestro/allievo

Whiplash” giunge nei cinema figlio del grande successo di critica in patria e dalle numerose candidature ai premi più importanti (tra gli altri 5 Oscar, tra cui Miglior Film), destando non poco il mio interesse. E’ una pellicola musicale, ma la curiosità era stata stimolata più che altro da quello che si rivela essere il tema centrale del film: il rapporto tra il maestro e l’allievo.

Protagonista della storia è Andrew (Miles Teller), un giovane batterista iscritto a una prestigiosa accademia musicale che viene selezionato da un severo maestro, Terence Fletcher (J.K. Simmons), per suonare nella sua banda jazz. di cui è direttore. Questa occasione si trasforma per Andrew in una vera ossessione e il rapporto con il suo nuovo maestro metterà alla prova tutto il suo futuro.

Whiplash” è prima di tutto un film musicale e questo va chiarito. La musica non è solo un elemento di contorno, ma una vera protagonista, a cui viene dato ampio spazio, forse anche troppo (un assolo di batteria di 9 minuti non è proprio leggerissimo da sopportare). Questo rende la pellicola più se vogliamo “chiusa” a una certa fetta di spettatori e per certi versi ne rallenta il ritmo, anche se può sembrare paradossale.

Dove, però, il film è eccezionale è nella messa in scena del rapporto tra Andrew e Fletcher. Il significato dell’operato di Fletcher viene esplicitato solo alla fine, ma in quelle parole c’è l’essenza del grande allenatore e di quello che deve essere un vero artista/professionista. Per certi versi potremmo considerare “Whiplash” anche un film sportivo, perchè i concetti esposti possono essere tranquillamente applicati anche al mondo dello sport.

Ciò che un maestro richiede al suo allievo più dotato è superare quelli che egli ritiene i propri limiti. Mettersi in gioco: queste sono le parole chiave se si vuole avere successo e soddisfazioni nel mondo ultra competitivo dell’arte/dello sport, ma anche della vita in senso lato. Per questo potremmo considerare il messaggio del film anche in senso più lato, a dimostrazione di una complessità potenziale che però forse si perde un po’ per strada tra le varie rullate di batteria.

Brody-Whiplash-1200Prima di concludere una menzione più che meritata ai due protagonisti, perchè l’impronta attoriale del film è molto evidente. Miles Teller (vero batterista tra l’altro) fa la sua figura, ma è indubbio che sia in realtà la spalla di un J.K. Simmons in odore di Oscar, alla prova della carriera: chapeaux, una delle interpretazioni più credibili e stimolanti di quest’anno.

“Whiplash” è un buon film, anche se non mi sento di definirlo quel capolavoro che tutti decantano. L’opera prima di Damien Chazelle è un suntuoso inizio di carriera, ma prima di crogiolarsi tra i complimenti ci vuole tempo. I difetti sono palesi e difficilmente mascherabili, ma è indubbio che questo tema sia molto interessante, in particolare per un occhio americano.

A cura di Matteo Palmieri

 

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